"È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi." B.Vian
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Cara fatina delle vacanze,
ti scrivo per ringraziarti del viaggio meraviglioso che ci hai regalato.
La città era bellissima: la più schizofrenica ed entusiasmante che io abbia visto fino ad ora.
Ha toccato tutte le corde giuste.
Grazie anche dell'idilliaco mood con cui hai condito le giornate tra me e "comonolocalante-ancora-per-pochissimo": ne abbiamo giovato entambi e ce ne siamo di molto rallegrati.
Una sola cosa, se posso, devo proprio contestarti: il rientro.
No, il volo è andato bene e anche i giorni di riadattamento alla vita frenetica del post-ferie.
Quello che mi sta uccidendo è la "vendetta di Montezuma", che mi hai inflitto da quando ci siamo svegliati l'ultima mattina in albergo, due ore prima di prendere l'aereo.
Sì, è vero, avevo espresso il desideri di dimagrire... ma con questo non intendevo farlo sciogliendomi sulla tazza!!!

Una settimana... ancora... solo una... dai...
... otto giorni ...
... centonovantadue ore ...
... undicimilacinquecentoventi minuti ...
... dite che se conto anche i secondi è troppo?
I had this perfect dream
Un sueno me envolvio
This dream was me and you
Tal vez esta aqui
I want all the world to see
Un instinto me guiaba
A miracle sensation
My guide and inspiration
Now my dream is slowly coming true
The wind is a gentle breeze
EI me hablo de ti
The bells are ringing out
EI canto vuela
They're calling us together
Guiding us forever
Wish my dream would never go away
Barcelona
It was the first time that we met
Barcelona
How can I forget
The moment that you stepped into the room
You took my breath away
Barcelona
La musica vibro
Barcelona
Yella nos unio
And if God is willing
We will meet again
Someday
Let the songs begin
Dejalo nacer
Let the music play
Ahhhhhhh ...
Make the voices sing
Nace un gran amor
Start the celebration
Ven a mi
And cry
Grita
Come alive
Vive
And shake the foundations from the skies
Shaking all our lives
Barcelona
Such a beautiful horizon
Barcelona
Like a jewel in the sun
Por ti sere gaviota de tu bella mar
Barcelona
Suenan las campanas
Barcelona
Abre tus puertas al mundo
If God is willing
If God is willing
If God is willing
Friends until the end
Viva!
Barcelona!
"...e così porteranno il bimbo su in montagnai coi nonni, per slattarlo definitivamente"
"Come slattarlo?! Non ha già due anni?!"
"Eh, sì. Dev'essere di famiglia, sai? Anche mio padre è stato allattato fino ai due anni abbondanti. Infatti mia madre dice che è un maniaco della tetta anche in età adulta per quello! Tu invece non sei stato allattato, vero?"
"No. Per me latte artificiale subito."
"Allora la tua tetto-mania è dovuta al trauma infantile subìto..."
"Esatto! Ecco perchè non ti devi arrabbiare se un giorno mi trovi attaccato alle tette di un'altra... è solo il trauma infantile!"
"Certo tesoro! Poi però tu non ti arrabbiare se finisci in Rianimazione... è solo il trauma adulto!!!"

Scritto da:
Alkanette alle ore 08:42 |
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Io, che non sono gnocca e non amo svendermi nemmeno per le giuste cause, per farmi cacciare un tubo in gola fino nel profondo delle viscere, dovrò sborsare un po' di eurini di tasca mia. E avrò nausea e mal di stomaco per giorni. E poi mi chiederanno altri eurini per dirmi cos'hanno trovato dentro che non va.
Altre, più fortunate in quanto gnocche e indubbiamente più forti di stomaco in ogni senso, per farsi cacciare in gola qualcos'altro ricevono in premio un ministero. E svariati eurini a suggello del tutto, senza nemmeno avere bisogno di sapere che cos'è che non va dentro di loro...
A volte mi sembra proprio di non aver capito un cazzo delle vita, eh! 

... auguri, a me.
Premessa: i traumi infantili.
Nella casa dove sono cresciuta, la mia camera di bambina ha fatto il giro di tutte le stanze disponibili almeno due volte ciascuna. Se tenete conto del fatto che le stanze dell'appartamento in cui poteva essere spostata erano ben tre, capite perchè io soffra di una certa "sindrome da improvviso stravolgimento di vita".
Sì, perchè mia madre, affetta da una grave patologia psichiatrica nota col nome di "arredo-mania ossessivo-compulsiva devastante", per trent'anni ha spostato tutto lo spostabile dei mobili di casa, sempre a sorpresa e all'insaputa mia e di mio padre fino a cose fatte ed in tempi brevissimi.
Esempio: partivo il sabato mattina alle otto, per andare a scuola, che la mia camera era su dalle scale a sinistra e tornavo all'una che la suddetta camera stava sempre su dalle scale, ma in fondo a destra (come il bagno per Gaber)!
Trent'anni dopo: il trilocale.
In un'afosa domenica di fine giugno, i genitori di Alka fanno rientro dal mese di vacanza marittima e vengono scortati alla visita in esterni del Trilocale dell'ammmmore, seguita poi da gitarella senza impegno al mobilificio lì vicino.
La mamma, che da giorni fremeva all'idea che noi avessimo trovato casa mentre loro erano via, zompetta allegra prima attorno al complesso residenziale, indi tra le corsie dell'esposizione cucine e affini, in preda al sacro fuoco della composizione e scomposizione d'interni che è parte integrante del suo DNA, infine tra i complementi d'arredo, che non la entusiasmano quanto me per il semplice fatto che a lei piacciono solo le "grandi manovre", e non i banali cambi di cose piccole ed insignificanti come cuscini o tende.
Mentre rientriamo a casa, mi faccio un esame di coscienza ripensando alle ultime settimane e, rendendomi conto che forse la genetica mi ha fregata, poco prima di addormentarmi giuro a me stessa di correre ai ripari: da domani la casa nuova avrà una normale importanza e nessuna prevalenza sul resto delle cose.
Lunedì nel monolocale: interno mattina.
Alka sta immersa nello studio delle ferite da arma da taglio, beandosi della frescura che si gode oggi in casa, grazie al temporale della scorsa notte.
Squilla il cellulare.
Alka: "Pronto?"
Mamma: "Ciao bambina, sei a casa?"
Alka: "Sì, sto studiando".
Mamma: "Ah, scusa. Non volevo disturbarti ma ho preso le misure del nostro salotto prima e volevo solo dirvi che dalla parete alla fine del divano sono 3,5m ed è bello comodo come spazio eh, tu lo sai, per cui se dovete tenere conto dello spazio da utilizzare sulla parte lunga che mi dicevi ieri, ecco, ho pensato di dirvelo così vi fate un'idea di come organizzare il resto della stanza..."
...
Mamma: "Ma ci sei?"
Alka, sfogliando le Pagine Gialle alla voce "Esorcisti": "Sì sì, grazie mamma. Ci penseremo. Buona giornata.".
Mamma: "Ah, sì. Allora pensaci eh! Ciao".
...
...
...
Esci da quel corpoooooooo!!!!....
A chiunque l'abbia inventato, progettato e messo on-line dico: "Ma siete matti??!"
Ma non sapete che crea una dipendenza pazzesca?!
E adesso io, che non posso dipendere da nulla altrimenti mi licenziano, come faccio??!
Ah, dimenticavo... sto parlando del planner totale-globale degli svedesi che si sono inventati i mobili fatti come i Lego. E noi dobbiamo arredare casa. E abbiamo uno spazio graaaaandissimo. E il mega negozio giusto dietro casa, proprio di quegli svedesi lì! E io mi ci posso mettere tutti i Malm, e gli Stordal e i Billy che voglio!!!
Voi non potete capire...

C'erano tutti gli ingredienti.
C'era una serata limpida e leggermente ventilata, un concerto suggestivo a cui assistere mano nella mano*, l'eco nella mente di alcune pagine del libro che sto leggendo**, con le riflessioni filosofiche ed eteree che si porta dietro.
C'erano le premesse per raggiungere l'apice dell'estasi culturale, della fascinazione artistica, del romaticismo smodato con cariatura di denti inesorabile...
Invece stavo lì, su quel posto a sedere improvvisato, aspettando che le note valicassero il muro di cinta e calassero su di noi, nettare per i timpani e ambrosia per lo spirito musicale, pronta a raggiungere il climax, fremente... e... niente. Non arrivava.
Temevo si stesse tramutando in una lenta agonia culminante in un flop colossale quando, improvvisamente, una nota più struggente delle altre ha fatto scaturire il pensiero definitivo:
...
...
"... dieci metri per tre... praticamente solo il garage è già grande come tutto il monolocale in cui stiamo adesso..."
Aaaaahhhhhhh.........
Abbraccio. Sigaretta.
The end.
*Einaudi, all' ex-Lazzaretto di Bergamo
**"L'eleganza del riccio", di Muriel Barbery
E' iniziata così: l'altra sera finalmente io e Amica Preziosa riusciamo ad andare a vedere Gomorra. Lei ha già letto il libro, io no. Ma non sono impreparata, anzi. Conosco l'autore, il regista, la storia e, purtroppo, la realtà.
Usciamo dopo due ore di pugni nello stomaco e ci congediamo pensando che quest'Italia fa veramente, ma veramente cacare.
La notte scorre tormentata: mi giro e ripirlo nel letto non so per quanto e, proprio quando mi sembra di aver raggiunto un buon compromesso con la quiete ed il sonno, suona la sveglia. Ma porc'...
La mattinata scorre via tra studio e commissioni varie. Mi restano dieci minuti per ingurgitare un riso bollito e fiondarmi al lavoro.
Verso le quattro, il primo mancamento: mi viene un'emicrania pazzesca e mi tocca rifugiarmi in infermeria per trovare un attimo di sollievo. Provo a tornare alla scrivania: l'emicrania diventa mal di testa fisso e ingestibile. Abbandono un quarto d'ora prima del dovuto e mi trascino a casa.
Non sto bene, cazzo. Non sto affatto bene.
Chiamo comonolocalante e lo avviso che per cena troverà il niente arrosto, dato che sono in fin di vita e mi sto issando sul mio ultimo giaciglio di dolore. Lui mi dice di non fare la tragica, di riposarmi e di non preoccuparmi, che penserà lui a tutto. Benedico la buona stella che me l'ha messo accanto un paio d'anni orsono (quasi) e decido che è meglio se mi misuro la temperatura corporea: 37,8°C.
Ho la febbre. Puttana galera. Ho la febbre. A Giugno. Con 30° fuori e i primi giorni di sole. Tra due giorni è Estate ed io non trovo niente di meglio che farmi venire la febbre. Sono un disastro.
E mentre mi addormento pensando alla mia perenne sfortuna, rientra comonolocalante che, nell'ordine, fa le seguenti cose: mi coccola, mi prepara una cena che, data la nausea da febbre, sarà il mio pranzo di oggi, pulisce un po' casa e poi va alla farmacia di turno a prendermi la tachipirina.
Stamattina, al risveglio, penso che sia stato ingiusto definirmi sfigata, dato che un comonolocalante così non è da tutte trovarlo, no?
Un uomo attento, generoso, premuroso, partecipe, amorevole... Sembrerebbe una chimera, vero? Irreale per quanto perfetto, no? Poi leggo il suo ultimo post e, ricollocandolo al pari di tutti i suoi compari "pisello governati", mi verrebbe voglia di azzannarlo alla giugulare!
Ah, l'amour!
"Allora schiaccio? Eh? Eh?"
"NO! Aspettami! Arrivo..."
"Daiii..."
"Eccomi! Schiacciamo insieme?"
"No, fai tu, dai!"
"Ok... CLIK".
Signore, signori. La premiata ditta del monolocale annuncia che, dopo quattro anni dall'ultima vacanza, la sig.ina Alkanette e comonolocalante hanno prenotato dieci fantastici giorni nel paese che ultimamente avrebbero voluto tanto fosse stato il loro d'origine:
I miei colleghi sono idioti. Non tutti, ma buona parte.
Perchè dico ciò?
Arrivo alle due al lavoro e dopo dieci minuti circa sento provenire dalla fotocopiatrice un rumore pessimo. Tipo: "Graaangraaantotlocktotlock...".
Mi affaccio sul corridoio e una dottoressa serafica mi fa: "Oh, credo si sia inceppata di nuovo... è tutta mattina che fa 'sto rumore!".
Io penso: "O i neuroni sono tutti già in vacanza o ne avete talmente pochi da non capire che è meglio non usarla...".
Spengo la fotocopiatrice, disincastro il foglio rimasto a metà e chiamo l'assistenza. La signorina, gentilissima, mi risponde che ho fatto bene a spegnere la macchina e che al più presto mi invieranno il tecnico. Passa un'oretta e, dal silenzio del corridoio, sento di nuovo provenire l'urlo di dolore della fotocopiatrice, seguito dalla seguente frase idiota: "Oh, s'è inceppata di nuovo...".
Mi alzo imbufalita e dico all'infermiera: "Ma insomma! L'avevo spenta apposta! Perchè l'hai riaccesa??". Risposta: "Vabbe', tanto era tutta mattina che faceva così... e io devo fare le fotocopie...".
Censurate nel fumetto sopra la mia testa tutta le serie di improperi e parolacce del caso, mi accingo a togliere il foglio inceppato e AAARGHHHH!, mi scotto la punta dell'indice destro col rullo bollente.
Con le ovaie turbinanti, passo dieci minuti col dito sotto l'acqua gelata a vedervi crescere una bella vescicozza, e altri venti ad aspettare che il dolore si plachi un attimo (voi non avete idea del bruciore pazzesco che proviene dall'ultima falange ustionata!!!).
A questo punto, sconfortata dall'idiozia generale che si materializza sotto forma delle seguenti frasi: "Eh beh, dovevi stare attenta...", "ma io l'ho usata comunque stamattina perchè sennò le fotocopie come le facevamo?", "ma l'assistenza quanto ci metterà? non è che la si può continuare comunque ad usare finchè non arrivano?", e via di questo passo... mando un sms a comonolocalante a caccia di intelligenza e conforto.
Eccovi la sua risposta: "I kill you! Digli così. Poi fai esplodere uno dei fattoni che avete lì...".
Lo so. La citazione ai più non è nota. Ecco perchè ora vi lascio questo filmatino esplicativo ed aspetto paziente i vostri commenti ridanciani:
Visto che ho l'umore un tantinello "deflesso" in questo periodo, comonolocalante ha ben pensato di fare qualcosa di concreto.
No, no mi ha legata al letto per una performance ai limiti del lecito!
Si è dato al comico.
No-oo, non si è messo quel buffo paio di boxer fucsia con gli elefantini lilla che nasconde nel cassetto per le "occasioni speciali"!
Per "darsi al comico" intendo proprio uno di professione: l'altra sera mi ha trascinata allo spettacolo di Paolo Migone.
Ragazzi, credetemi: erano secoli che non ridevo così tanto!!! Migone dal vivo è mille volte meglio che nei cinque minuti in tv. E' sempre sulla battuta, dentro e fuori dal testo, che segue infarcendo di battute estemporanee legate alla situazione con un ritmo costantemente intenso. Ho avuto le lacrime agli occhi per tutto il tempo.
Purtroppo è stata una cosa "fugace", dato che lo spettacolo è durato solo un'oretta e mezza.
Avrei tanto voluto continuare a ridere così per tutta la notte.
Una volta a casa, ho anche provato a richiedere il boxer psichedelico di cui sopra, ma comonolocalante si è rifiutato di passare dal riso al deriso.
Peccato. 
E' cominciata così: era l'estate del '90 e mi sono innamorata.
Era la prima volta. E c'era ovviamente la colonna sonora.
Io mi struggevo dedicandogli "Canzone" del nostro mito. Lui mi ricompensò con "Colpa d'Alfredo", soprattutto cantandomi la parte che fa:
[...]E quella stronza non si è neanche preoccupata
di dirmi almeno qualche cosa, che sò, una scusa...
Eeeh! si era già dimenticata
di quello che mi aveva detto prima[...]
Ero rea di avere ignorato la sua ESPLICITA dichiarazione "ciao, ci vediamo quando torni, buona vacanza." e di essermi trovata il classico filarino al mare.
Tempo dopo è continuata con una storia di corresponsione di amorosi sensi, che io guidavo sulle note di "I don't want to miss a thing", mentre le strofe dall'altra parte mi recitavano:
[...]mi piaci perché sei intelligente
si vede dalle tue mani come le muovi
mi provochi pensieri e sentimenti sempre nuovi
nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti[...]
Iniziai a credere che avrei dovuto fare più attenzione alla scelta musicale da correlare alle situazioni e alle persone.
Poi arrivò Lui, quello della storia storta, adulta e adultera, intensa e dallo spiccato lato godereccio.
Io passavo le giornate a sussurrare con struggente romanticismo "Un uomo", dedicandogliela in toto.
Lui mi stupì con i suoi effetti speciali e mi cinse in un ballo lento canticchiando la sua canzone per me:
[...]Brufolazzi,
tapparella giù e poltiglia,
più ascella purificata:
ti ricordi che meraviglia
la festa delle medie? [...]
Sicura di aver raggiunto l'apice dell'assurdo, ancora non ero pronta all'ultimo colpo di coda del burlone che tesse la trama della mia vita: io tutta ispirata a sognare comonolocalante sulle note di "Pena de l'alma" di Capossela, lui prima mi contagia con la passione per Davide Van De Sfroos, portandomi anche ad un concerto memorabile qualche settimana fa, e poi raggiunge il picco di romanticismo estremo dedicandomi le sue note d'amore:
[...]"Ti amo anche se c'hai il culo come un frigo,
ti amo anche se non te lo dirò mai..." [...]
E con questo, ho deciso che con le canzoni dedicate ho chiuso!

Ho perso due chili e mezzo in una settimana.
No, non è stata la depressione elettorale. E' colpa (o merito) della dieta strettissima cui mi ha sottoposta la dottoressa che mi ha fatto la revisione giorni addietro.
Mi dice: "Dovresti evitare alcuni alimenti...", la spiritosa. E son dieci giorni che non mangio altro che pollo, tacchino, riso, zucchine, finocchi e carote. E cereali. Barrette di cereali sbriciolosi, che hanno la consistenza e il sapore di un mobile Ikea.
Non mi posso nemmeno consolare con un pezzettino di cioccolata... una tragedia!
Che quando mi ha detto: "E poi assolutamente da evitare caffè, the, menta, liquirizia e cioccolata...", prima son mezza svenuta e poi l'ho implorata di togliere il veto almeno al mio personale nettare degli dei. E lei, serafica, ha sorriso e, alla lista di capsule, granulini e fialette varie che mi stava prescrivendo, ha aggiunto un sostituto serotoninergico: praticamente adesso prendo il metadone della cioccolata.
In compenso, son diventata la migliore amica della soia: latte di soia, formaggio di soia, germogli di soia... se inizio a scrivere in cantonese, sapete perchè!
Comunque devo dire che questo tenore alimentare non è del tutto salutare.
Venerdì ho fatto una micro-spesa nel negozio bio della città. Per non farci un leasing, mi sono limitata a comprare dei crackers e dei biscotti "all free": niente glutine, niente zucchero, niente latte, niente lievito... insomma, niente. Sull'onda dell'entusiasmo, pensando che le tristi colazioni con le barrette di compensato stavano per tramutarsi in colazioni con... niente, ho preso anche una confezione di sfoglie all'albicocca. Ovviamente anche quelle tutte "senza". Una volta a casa, da brava golosa quale sono, non ho resistito e, ancor prima di svuotare la borsa della spesa ed accendere la luce, ho aperto la confezione e addentato una sfogliatina, mentre mi toglievo la giacca. Dieci minuti dopo stavo abbracciata alla tazza del cesso cercando di riproporre il pezzo di muffa che avevo appena ingoiato, senza riuscirci per altro.
Indi ho chiamato comonolocalante e l'ho terrorizzato al grido di "il botulinoooo, tra trentasei ore muoiooooo...".
Ora, le trentasei ore son passate, io sono ancora viva, e oggi la cassiera del supermercato "noi i conservanti no perchè fan tutti male" avrà i suoi dieci sani minuti di terrore... e che cazzo!
Scritto da:
Alkanette alle ore 08:45 |
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... io mi sento veramente sconfortata stamattina ma, a dirla tutta, il mio partito avrebbe ben vinto eh!
Insomma, in definitiva abbiamo raddoppiato consensi e seggi.
Stavolta in parlamento i nostri rappresentanti saranno un discreto numerino.
Avremo modo di fare un po' di controllo sullo psico-nano, no?!
Quindi, bando alla delusione: da domani sarà lotta dura senza paura.
Da domani però.
Oggi voglio stare ancora un pochetto quì a guaire e inveire contro gli scriteriati, che ancora una volta hanno eletto corrotti, concussi, inquisiti e condannati in via definitiva a governarci vita e tasche...
Allucinazioni ipnagoniche: ho visto un fantasma. Una figura umana maschile che fluttuava nell'aere fissandomi con espressione enigmatica. Questo ancora alcune settimane fa, ma lo ricordo come fosse adesso.
Allucinazioni ipnopompiche: ho visto una giornata infinita di ore tutte da sfruttare, senza fretta e senza ansia. E' successo stamattina, ma non lo ricordo più tanto bene, che le ore hanno preso a correre come al solito e nessuna allucinazione riesce a prevalere.
Per il resto... domattina sarà un altro giorno, un'altra legislatura ma, di sicuro, sempre la solita m***a, che le allucinazioni, nella cosa pubblica, sono purtroppo divenute realtà quotidiana!
La mia vita è talmente carica di cose che ingombrano il cervello, che il resto degli organi fa un po' quel cazzo che gli pare.
Tipo lo stomaco, che lavora un pasto sì e sette no.
O i reni, che drenano un giorno sì e uno no.
Funghi e batteri mi colonizzano che è un piacere, per loro ovviamente!
E poi... ho smesso di sentire con la pelle. Ho il tegumento in sciopero.
Sono settimane che filtro tutto coi neuroni, con gli impulsi nervosi centrali.
Ho paura di aver perso la mia capacità di sentire con la pancia...
Domani vado in the big city a farmi rifare convergenza, cambio olio e ricarica degli ammortizzatori.
Se poi non dovesse funzionare... beh, resta sempre il trapianto di cervello: mi trasformo in oca giuliva e non se ne parla più!
Sono a casa ad accudire comonolocalante malato.
Studio. Poi leggo i blog e trovo il giochino qui di seguito, direttamente dalla Vipera.
Se i giochini bloggheristici non vi piacciono, potete sempre andare sui vostri soliti siti porno, eh!
REGOLE: Rispondete alle 16 domande senza usare le parole, ma usando la prima immagine che google images vi proporrà digitando la risposta.
1) La mia età al prossimo compleanno:
Pare che sarà la stessa di quando è morto questo signore qua sopra... non lo conosco, ma permettetemi di fare gesti scaramantici, va'!
2) Un posto che vorrei visitare:
Che, vista così, fa venir voglia di partire subito! (sì, è Praga, bravi...)
3) Il mio posto preferito:
Ne trovassi una con letto e doccia a disposizione, saprei dove trascorrere le vacanze ogni anno!
4) Il mio oggetto preferito:
La mia vita senza, sarebbe la vita di un'altra.
5) Il mio cibo preferito:
Fondente, 60-80%, in qualsiasi forma e spessore... sì, lo magerei anche se fosse a forma di cacca!
6) Il mio animale preferito:
Più che altro... una filosofia di vita!
7) Il mio colore preferito:
Essenziale.
8) Il posto in cui sono nata:
Fa una certa impressione vederlo così, pensando a tutto il tempo che ci ho passato, oltre ai primi giorni di vita...
9) Il posto in cui vivo:
Aria. Mi manca l'aria...
10) Il nome di un animale domestico che ho avuto:
Ma guarda! Se scrivo "micia" esce la foto di una gatta... avrei giurato uscisse ben altro!
11) Il mio nickname sul blog:
Tutto avrei pensato, tranne che uscisse questo. Mah.
12) Il mio vero nome
Chissà come s'impenna lo shinystat con questa!
13) Il nome della mia nonna materna:
Questo è troppo facile da indovinare!
14) Il nome della mia nonna paterna:
Ok ok, lo confesso: non è la prima immagine che esce, ma io non ce la faccio ad associare mia nonna ad una pornostar, dai!
15) Una mia brutta abitudine:
Vi giuro che a "ingordigia" è uscito questo...
16) La mia vacanza preferita:
Fico, eh?! 
Dai, cimentatevi anche voi... è divertente!
Un matrimonio è sempre bello. Balle.
Gli sposi sono sempre emozionati e raggianti. Altre balle.
Tutti guardano il vestito della sposa. Vero, molto bello in effetti.
Ai tavoli dei parenti ci si annoia, a quelli degli amici c'è sempre un bel casino. Balle: dipende dagli amici.
L'importante non è il ristorante o la festa, ma solo la compagnia. Verissimo: se è moscia, ti uccide (e per fortuna che io, comonolocalante e quell'umorista inglese di suo padre sappiamo fare gli idioti anche quando tutto il resto è noia).
Di venere e di marte non si sposa nè si parte... Verissimo. Anche perchè, se ti sposi di venerdì in periodo di chiusura trimestre, porcaccia la miseria!, mi tocca prendere permesso per il venerdì e poi venire al lavoro di sabato.
Perla della giornata: siamo seduti composti nel banchetto in chiesa, già prede del piattume di tutto l'evento, commentando il parentado con le solite battuttine che ci aiutano a sorridere un po'. Comonolocalante si avvicina e mi sussurra: "Ma com'è vestita 'sta qua davanti? Sembra che abbia stuprato lo zerbino di casa...".
Sul video del matrimonio si sentirà di sicuro il singulto con cui ho soffocato la risata!
Antefatto: ieri io e comonolocalante si festeggiava il primo anno di convivenza.
La sottoscritta aveva prenotato all'uopo cenetta intima in ristorantino, e si era lasciata andare a sbeffeggiamenti contro il pover uomo reo, a suo dire, di non aver predisposto carinerie per l'occasione e di essere, al solito, "romantico come una pietra".
Fatto: mentre mi preparavo per la serata, comonolocalante è rincasato dal lavoro, facendosi scudo dietro un mazzo enorme di rose, tulipani e altri inidentificabili fiori dal profumo incredibile, mandando me ed il mio giudizio spietato nei suoi confronti letteralmente ko. Non pago di ciò, dopo la seratina intima praticamente perfetta, ha pensato bene di addolcirmi anche la mattinata con un sms dal treno che mi augurava un felice" dopo-anniversario".
Conclusione: non solo è permaloso... mi piglia pure per il culo!!!
Lo adoro. 
Le bollicine della birra artigianale sono buone, anzi buonissime.
Salgono su per il naso e ti fanno il solletico interno.
E tu ridi, ridi, ridi... e non la smetti più, nemmeno il giorno dopo.
Nonostante il mal di testa.
Le bollicine della birra artigianale ti mettono la pazzia addosso.
Ti fanno spendere un capitale in cioccolata e ti fanno passare la domenica in giro a cercar casa.
La nostra nuova casa. Che è un bell'effetto già di per sè, figuriamoci con l'effervescenza!
Le bollicine della birra artigianale aiutano lo spirito primaverile.
Solleticano i sensi; si alleano con gli ormoni in fermentanti danze nei vasi sanguini.
Sostengono gli spiriti disinibiti e ne creano di nuovi.
Il che si traduce in momenti di bollori di coppia e momenti in cui gli occhi (soprattutto maschili) rotolano da una scollatura ad una minigonna senza alcun ritegno.
In quei casi, le bollicine della birra artigianale trasformano le mani delle femmine gelose in armi micidiali!
Le bollicine della birra artigianale ti danno allegria, euforia e una placida sensazione di benessere.
Fino a che non ti senti chiamare da un comonolocalante mogissimo che ti annuncia l'ennesima spesa imprevista per l'ennesima "rottura" di... macchina.
E' quello il momento esatto in cui le bollicine che avevi conservate fanno "PoP!", tutte contemporaneamente.
E, vaffanculo!, è di nuovo lunedì.
Il giorno di Pasqua abbiamo fanculizzato il mondo intero. Ci siamo trascinati per i 38mq scarsi di casa nell'inedia e nella lussuria più totale. E non ci pareva vero.
Il giorno di pasquetta abbiamo fatto i giocattoli semoventi per la mia piccola omonima e gli aggiusta-tutto per Amica Preziosa e marito. Ci siamo sentiti utili e ricompensati. Che al giorno d'oggi è una rarità.
Oggi si ricomincia a lavorare come matti... io odio l'altalena!!!
Ieri sera son riuscita a litigare da sola con comonolocalante. Nel senso che io ho aperto il discorso, io mi sono incazzata, io ho messo il muso e io me la sono fatta passare. Lui ne frattempo ha fatto il risotto. Conclusione: ho bisogno di ferie. Anche dai miei cicli ormonali. Ecco.
Detto questo, pensavo: la mia educazione di impronta cattolica mi ha insegnato l'origine di molte tradizioni. Una volta elaborato il pensiero laico, che a tutt'oggi mi guida, le tradizioni sono divenute solo momenti di aggregazione, per lo più familiare, e occasioni di ferie, quando me le posso permettere. I simboli legati alle festività, nel mio bagaglio socio-culturale, si rifanno quindi tutti all'iconografia religiosa. Mi chiedevo dunque stamattina, sotto la doccia: sulla colomba son preparata, ma tutti quei cazzo di coniglietti infiocchettati e le uova di cioccolato che si portano appresso... da dove arrivano??!
Ricchi premi e cotillons a chi mi erudisce sulla questione. Thanks!
Da quando comonolocalante è diventato un pendolare doc, le sveglie in casa Alka&C. sono foriere di smugugnamenti e sbadigli a piene fauci di tutto rispetto.
La sveglia trilla, noi smoccoliamo e ci alziamo.
Lui corre per non perdere il treno, io vagolo per la casa facendo quello che mia madre ha fatto per 30 anni: rassetto il quotidiano e costante disordine prima di prepararmi e uscire.
Poi mi siedo al tavolo, accendo Calvin e, tazza di caffèlatte alla mano, mi sparo nell'ordine: mail, rassegna stampa, rassegna blog e, dulcis in fundo, booksweb.tv (che se non la conoscete e ancora non l'avete vista... peggio per voi!!!).
Stamattina, però, non ho rischiato il consueto ritardo al lavoro: alla notizia che il Cavaliere (de mi' cojoni!) ha suggerito ad una studentessa precaria di sposare un miliaradio, magari proprio il Piersì, per risolvere la sua situazione (e all'indignamento generale ha risposto dicendo che è grave se ora non si ha più nemmeno del sense of humour per apprezzare le sue battute!), ho iniziato a ridere talmente tanto che ho dovuto chiudere tutto e partire per il mio, di lavoro precario.
Cavaliere (seh!), senta: io ho un sacco di sense of humour... per i miliardi sul contocorrente di comonolocalante ci pensa lei??!
E comunque...
... io voglio andare a vivere in Spagna!
E dopo la "febbre lampo", che ieri mi ha costretta a letto per 12 ore, oggi sono alle prese con il "lavoro-lampo", che tutto dev'essere fatto più in fretta di subito...
... se il trend rimane questo, bisogna che rimandi la seratina intima con comonolocalante, eh!

Siamo stati ad "Abilmente", a Vicenza.
C'erano Granculo, il Principe Bianco e la loro socia piemontese che esponevano.
Loro erano stanchissimi, io ho speso una follia per delle cose che forse non userò fino al prossimo Natale.
Cose che servono a fare una roba che ha anche un nome impronunciabile e vagamente leghista: embossing.
Mi hanno fottuta i cosi glitter, le forbici che tagliano strano e la pistola ad aria incandescente, che fa rilievi e rimpicciolimenti magici pazzeschi. Eppure ero convinta di aver ucciso ancora in fasce la piccola principessa inutile che abita in ognuna di noi...
Siamo stati a cena dai miei: ho scovato sepolto in un armadio un involucro con delle reliquie di quando, giovine ed ingenua ventenne, giocavo a fare la cinquantenne malata ricamando il corredo nuziale.
Comonolocalante ha guardato il set di asciugamani a punto croce ed ha proferito la seguente frase: "Me ne fai una con Space Invaders?!".
Avrei anche potuto ridere a crepapelle se non fosse stato così lampante che no, lui non stava scherzando: lo vuole davvero!
Sono stata in turno in ambulanza la notte appena passata. Ho dormito poco, parlato tanto, riflettuto ancor di più. Avevo i miei trentaequalcosa anni, la mia vita che somiglia a quella di tanti altri, le mie convinzioni da sostenere e le opinioni altrui da ascoltare, ingurgitare ed elaborare per trarne spunti di vita interessanti.
Poi un paziente mi ha vomitato addosso, ed è finita la poesia.
"State tutte attente stasera: non uscite di casa, che è meglio!", ha detto un paziente uscendo dal Servizio ieri.
L'infermiera, rumena, si è girata nella mia direzione e mi ha guardata con un punto interrogativo luminoso sulla testa.
Le ho allora spiegato che, secondo un'antica tradizione locale, ieri era il cosiddetto "giovedì grasso", sera nella quale si fanno degli incantevoli falò su cui viene "bruciata la vecchia".
A quel punto, ce l'ha mandato pure lei, come già avevamo fatto noi altre colleghe trenta secondi prima.
Scritto da:
Alkanette alle ore 12:37 |
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Nel parcheggio.
Due cartelloni ciclopici riportano una sotto l'altra le locandine di due film in programmazione. Quello che stiamo per vedere e un altro, che strappa mugulii di piacere a comonolocalante, che sbava: "John Rambo"!
Nel negozio "dolciumi e altre armi di distruzione glicemica".
Arriavano Amica Preziosa e marito. Lei ci individua e mi rivolge uno sguardo d'intesa, proferndo le seguenti parole: "Oh, ma hai visto??! C'è J-o-h-n R-a-m-b-o!". Scoppiamo a ridere entrambe, un attimo prima di girarci sulle facce indispettite dei rispettivi uomini.
I due sacchetti di bombe caloriche si riempiono di più, per sottolineare il disappunto maschile in risposta al nostro scherno.
Buio in sala, titoli di testa.
Prima immagine, Londra grigissima e bigissima.
Seconda immagine: l'attore culto del regista culto, truce, più smorto del morto apre bocca e con un ghigno dannato... canta.
E' un musical, sì.
Alka sussurra all'orecchio di comonolocalante: "Però! Oltre che fichissimo, sa pure cantare! Hai capito il Johnny!". Un misero mh-mh in risposta. Mah...
Dopo dieci minuti, dalla poltroncina di marito di Amica Preziosa: "Oh, ma canta anche dopo che l'hanno massacrato di botte questo??!".
Titoli di coda, luci in sala.
Amica Preziosa si alza e, con aria contrita mi comunica: "Non ti avevo mai detto che a mio marito non piacciono i musical?!". Evidentemente no. Ed altrettanto evidentemente comonolocalante solidarizza!
Nel parcheggio, again.
I due maschi alfa del branco hanno ormai fatto comunella e noi povere donne siamo loro vittime designate: Marito minaccia di togliermi il saluto e di trascinare Amica Preziosa a vedere tutta la saga del marine sanguinario. Comonolocalante rincara la dose aggiungendo che anch'io non ho scampo: mi sottoporrà ad un week-end di filmacci alla John Woo.
La vendetta... proprio come John R