"È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi." B.Vian


lunedì, 26 maggio 2008

Cooperativa solidale

Voi che transitate e leggete distrattamente non potete comprenderlo, ma io oggi entrerei volentieri al lavoro e, fiondandomi nell'ufficio del "capo", vorrei tanto potergli sputare in faccia: "Me ne vado, e vaffanculo!".
Peccato che, rientrando a casa nei giorni scorsi, dalla cassetta della posta emergessero tutte baldanzose le bollette da pagare...
Qualcuno mi fa un conto rapido di quanto manca al 5 di Agosto?
Grazie.

Furore
(V.Capossela)

La luna maledico
il tempo e quando son partito
proprio stato benservito
e adesso urlo il mio furore

incrocio i Tir ma non li vedo
ho i fari alti e me ne frego
questa volta il mio tormento
fotte tutto il reggimento

mi fermo al bar dei gran minchioni
riparto e ho in corpo tre Negroni
infiamma bene il buco dentro
prendo almeno un po' di tempo

E urlo contro chi so io
mi sbatte sempre addosso tutto
quel che vorrei mio
e sbotto e scalcio ma non dico
è stato zitto il pappafico
coi lamenti nei calzoni
ascolta e rosica i rognoni

il pensiero torna sulla piaga
come mosca sul concime
rode e tarla la ragione

poi la rabbia m'ha sfinito
e il protettore m'ha scordato
sbatto come un pipistrello
sul peccato, sempre quello

tremo di colpa e porcherie
dubbi di sangue e malattie
fossi almeno più leggero
quando ho tolto il mocco al cero

E urlo contro chi so io
mi sbatte sempre addosso tutto
quel che vorrei mio
e sbotto e scalcio ma non dico
zitto come un pappafico
al momento di ragnare
ascolta e rosica i rognoni

piove piove e le macchine s'affollano
tutte bardate attorno al circo
da locale jugoslavo

pagliacci unti con codino
Mercedes bianco e l'orecchino
manco l'estasi vi leva
il portamento contadino

avessi almeno il vecchio amico
da farei a pugni a torso nudo
al ghiaccio delle tre di notte
aiuta pure fare a botte

Come quando spento nella mano
aveva la brace come fosse
il bacio di un gitano
e mi guardava indifferente
diceva vedi amico ormai
non mi può far più niente
ho una gru sopra la testa
e un lombardo che protesta
come fosse suo il cortile
sveglia presto la sua bile
la pioggia è acida nell'afa
sto alla larga dalla strada
la puliscono di notte
di siringhe e di mignotte

vendon salsicce di tre giorni
mi suicido con un morso
di morir non ho paura
dopo un'ora mi ci abituo

la passione se n'é andata
e mi compiaccio volentieri
disfo oggi con piacere
quel che ho fatto l'altro ieri

Ma ridi sopra tanto già lo sai
innamorati si offre sempre il peggio
e il meglio mai
e sbotta e scalcia ma non dire
zitto come un pappafico
di furore puoi morire

Scritto da: Alkanette alle ore 12:31 | link | commenti (17) | categoria: musica, lavoro, fuori nel mondo


mercoledì, 14 maggio 2008

Dal letame nascono i fior...

I miei colleghi sono idioti. Non tutti, ma buona parte.
Perchè dico ciò?
Arrivo alle due al lavoro e dopo dieci minuti circa sento provenire dalla fotocopiatrice un rumore pessimo. Tipo: "Graaangraaantotlocktotlock...".
Mi affaccio sul corridoio e una dottoressa serafica mi fa: "Oh, credo si sia inceppata di nuovo... è tutta mattina che fa 'sto rumore!".
Io penso: "O i neuroni sono tutti già in vacanza o ne avete talmente pochi da non capire che è meglio non usarla...".
Spengo la fotocopiatrice, disincastro il foglio rimasto a metà e chiamo l'assistenza. La signorina, gentilissima, mi risponde che ho fatto bene a spegnere la macchina e che al più presto mi invieranno il tecnico. Passa un'oretta e, dal silenzio del corridoio, sento di nuovo provenire l'urlo di dolore della fotocopiatrice, seguito dalla seguente frase idiota: "Oh, s'è inceppata di nuovo...".
Mi alzo imbufalita e dico all'infermiera: "Ma insomma! L'avevo spenta apposta! Perchè l'hai riaccesa??". Risposta: "Vabbe', tanto era tutta mattina che faceva così... e io devo fare le fotocopie...".
Censurate nel fumetto sopra la mia testa tutta le serie di improperi e parolacce del caso, mi accingo a togliere il foglio inceppato e AAARGHHHH!, mi scotto la punta dell'indice destro col rullo bollente.
Con le ovaie turbinanti, passo dieci minuti col dito sotto l'acqua gelata a vedervi crescere una bella vescicozza, e altri venti ad aspettare che il dolore si plachi un attimo (voi non avete idea del bruciore pazzesco che proviene dall'ultima falange ustionata!!!).
A questo punto, sconfortata dall'idiozia generale che si materializza sotto forma delle seguenti frasi: "Eh beh, dovevi stare attenta...", "ma io l'ho usata comunque stamattina perchè sennò le fotocopie come le facevamo?", "ma l'assistenza quanto ci metterà? non è che la si può continuare comunque ad usare finchè non arrivano?", e via di questo passo... mando un sms a comonolocalante a caccia di intelligenza e conforto.
Eccovi la sua risposta: "I kill you! Digli così. Poi fai esplodere uno dei fattoni che avete lì...".

Lo so. La citazione ai più non è nota. Ecco perchè ora vi lascio questo filmatino esplicativo ed aspetto paziente i vostri commenti ridanciani:

 


Scritto da: Alkanette alle ore 16:57 | link | commenti (8) | categoria: lavoro, vita di coppia, svaghezze


giovedì, 06 marzo 2008

Sillogismi

E dopo la "febbre lampo", che ieri mi ha costretta a letto per 12 ore, oggi sono alle prese con il "lavoro-lampo", che tutto dev'essere fatto più in fretta di subito...

... se il trend rimane questo, bisogna che rimandi la seratina intima con comonolocalante, eh!

 


Scritto da: Alkanette alle ore 18:55 | link | commenti (8) | categoria: lavoro, vita di coppia, svaghezze


venerdì, 29 febbraio 2008

Paese che vai...

"State tutte attente stasera: non uscite di casa, che è meglio!", ha detto un paziente uscendo dal Servizio ieri.
L'infermiera, rumena, si è girata nella mia direzione e mi ha guardata con un punto interrogativo luminoso sulla testa.
Le ho allora spiegato che, secondo un'antica tradizione locale, ieri era il cosiddetto "giovedì grasso", sera nella quale si fanno degli incantevoli falò su cui viene "bruciata la vecchia".

A quel punto, ce l'ha mandato pure lei, come già avevamo fatto noi altre colleghe trenta secondi prima.


Scritto da: Alkanette alle ore 12:37 | link | commenti (2) | categoria: lavoro, svaghezze


venerdì, 22 febbraio 2008

Amenità...

Sono settimane belle piene, al lavoro e nel resto dell'Alka-world.
Giornate che mi lasciano poco spazio per dedicarmi al piacere della lettura e dello scempio letterario che ogni tanto compio qui nel mio angolino virtuale.
La lista dei "da fare" è infinita. Quella dei "vorrei" ancor di più.
A volte la stanchezza incombe, ma non mi piego. Altre volte è la voglia di spegnermi e basta a farla da padrone.
Intanto la casa è tutta sottosopra e dovrei trovare davvero il tempo anche per ridarle una parvenza di decente.
Sul tavolino, però, ancora resistono i fiori recisi (tre orchidee, tre gerbere rosse e dei fiorellini gialli di contorno) a ricordarmi che "va bene deprecare lo sperpero delle festività banalizzate dal commercio, ma che bello è ricevere dei fiori dall'uomo che ti sopporta e ti rende felice ogni giorno??!". 
C'è da precisare che la loro longevità è data dall'allegato che c'era con il mazzo: un sacchettino di una polverina bianca da aggiungere all'acqua nel vaso... praticamente il doping del fiore!

 E io, che mi ostino a lavorare in un SerT...


Scritto da: Alkanette alle ore 12:31 | link | commenti (2) | categoria: lavoro, just life, vita nel monolocale, no time, svaghezze


mercoledì, 06 febbraio 2008

Nuoto nel guano

Sto avendo una giornata lavorativa di quelle che, alla fine, arrivo persino a chiedere al collega: "Ti prego, dimmi come mi chiamo perchè mi sembra proprio di avere perso l'informazione tra una magagna e l'altra!". Mi risolleva solo il pensiero che stasera trovo la cena pronta da Amica Preziosa... e trovo soprattutto lei e la nostra capacità di sdoganare giornate del genere tra chiacchiere, pettegolezzi e tanto sano outing reciproco. E che il tutto finirà tra le braccia e la pazienza di comonolocalante. Amen.

A volte basta poco, altre volte servono le cose importanti. Oggi vale la seconda che ho scritto!


Scritto da: Alkanette alle ore 18:39 | link | commenti (5) | categoria: lavoro, just life, personabìlia, no time


lunedì, 21 gennaio 2008

Tempo.

Avevo cantato vittoria troppo presto.
E, come avrebbe detto una mia amata conoscenza: "Eh ma tu te le tiri, eh!".
Giovedì scorso, a consegna di lavoro avvenuta e tastiera e mouse non più fumanti, la temibile dottoressa capa mi ha rifilato la tamponata del secolo: consegna di statistiche annuali all'ASL entro stamattina.
Venerdì, dopo nove ore di lavoro senza pause, ho gettato la spugna intimandomi uno stop forzato e rigenerante.

Coinvolta amica blogger dalla valigia facile e prenotato alberghetto carino in zona Porta Susa, il week-end mi ha rivista a Torino, in luoghi ameni trabordanti di ricordi, risate e un calore che in pochi altri posti riesco a respirare (con buona pace di comonolocalante, che non apprezza affatto il capoluogo piemontese e mi ha dolcemente messo la tracolla in spalla al grido di: "goditi le amichine che ti fan tanto bene!", sottotitolo "che tanto io venerdì prossimo poi vado a Londra da solo per lavoro", mannaggia a lui!).
Nelle 24 ore circa passate a Torino, gli eventi atmosferici si sono susseguiti paradossalmente, facendo il paio con quelli sociali.
Siamo arrivate col sole al tramonto. Sala da tè, dolci ipercalorici, Vipera in grande spolvero e bibliotecarie simpaticissime.
E' sceso un vento freddino e pungente: giretto turistico rapido, ma significativo, per poi approdare nella casa dell'ex per una cena a base di piatti mediorientali e chiacchiere "de noartri" sull'onda del "son passati più di quattro anni eppure certe cose non cambiano proprio!", sottotitolo "porta pazienza Free, poi ci si abitua alla pirlaggine!".
Freddo porco con gelata notturna al seguito: locale che ho sempre visto in veste estiva, stavolta in abito invernale e gradazione alcoolica dei presenti necessaria e sufficiente a far arrivare l'evento atmosferico successivo.
Nebbione intergalattico sceso in meno di due minuti alle tre di notte: è decisamente ora di andare a dormire!
Mattinata soleggiata e frizzante: colazione pettinata, giretto in centro e spesa di libri in sconto, il mitico "bicerin", che costa un botto ma non si può proprio evitare e mentre il resto degli amici ancora dorme, eccoci pronte a salire sul treno del ritorno.
Appena fuori dalle gallerie dopo la stazione... nebbione stratosferico fino a casa:  libro e i-pod da condividere, musica e ricordi da stemperare col rumore delle rotaie sotto il treno, sorrisi e saluti in dissolvenza.

E 'fanculo alla consegna dati!
Come dite? Sì. Stamattina. L'ho finita.

Scritto da: Alkanette alle ore 16:59 | link | commenti (6) | categoria: lavoro, amici, bloggers, città, fuori nel mondo


mercoledì, 16 gennaio 2008

Quei giorni...

... in cui tutto sembra meglio.
Quelli del dopo consegna lavoro. Che ti sembra di avere il respiro più lieve e, nonostante il tempaccio fuori dalla finestra, dietro la tua scrivania batte il sole della leggerezza.
Quei giorni in cui le notizie sui quotidiani on-line non ti danno acidità gastrica, bensì un sorrisino beffardo e soddisfatto.
I giorni del "adesso apro l'agenda e mi pianifico con calma gli impegni futuri...".
Ne vorrei a bizzeffe di questi giorni, ma non voglio abbandonarmi all'ingordigia. Quella la lascio ad altri ambiti della mia vita. Per oggi mi godo quest'aria di quiete dopo la tempesta.
Musica!

 

I've waited hours for this
I've made myself so sick
I wish I'd stayed asleep today
I never thought this day would end
I never thought tonight could ever be
This close to me

Just try to see in the dark
Just try to make it work
To feel the fear before you're here
I make the shapes come much too close
I pull my eyes out
Hold my breath
And wait until I shake...

But if I had your faith
Then I could make it safe and clean
If only I was sure
That my head on the door was a dream

I've waited hours for this
I've made myself so sick
I wish I'd stayed asleep today
I never thought this day would end
I never thought tonight could ever be
This close to me

But if I had your face
I could make it safe and clean
If only I was sure
That my head on the door
Was a dream


Scritto da: Alkanette alle ore 14:16 | link | commenti (5) | categoria: musica, lavoro, personabìlia


lunedì, 14 gennaio 2008

Don't panic!

Sono nel bel mezzo del delirio lavorativo.
Ho una consegna in scadenza martedì 15 e sono ancora in alto mare.
A causa di ciò, ho bidonato vergognosamente Freesia venerdì sera scorso e domani sera probabilmente posticiperò di nuovo l'esordio in piscina che vado anelando da Settembre.
Ho inoltre costretto il santo comonolocalante a subire la bolgia dell'ipermercato di domenica pomeriggio e a cucinare e rassettare casa in solitaria per giorni e giorni.
Una sola cosa ho fatto come da programma: l'intera giornata di ieri in Associazione, tra lezione ai neofiti e turno pomeridiano con la mia squadra.
Alle 18 ho riportato a casa dall'ospedale un ragazzo di 21 anni che è deceduto durante il trasporto per un cancro infido e bastardo. Ad attenderci c'erano genitori, parenti ed un mare di amici. Tutti in lacrime, tutti stravolti dal dolore.
Se non fosse che ho molti motivi per essere serena a parte tutto, giurerei di stare immersa in un periodo... di mmmerda!


Bones sinking like stones
All that we've fought for
All these places we've grown
All of us are done for

And we live in a beautiful world
Yeah we do, yeah we do
We live in a beautiful world

Bones sinking like stones
All that we've fought for
All these places we've grown
All of us are done for

And we live in a beautiful world
Yeah we do, yeah we do
We live in a beautiful world

And we live in a beautiful world
Yeah we do, yeah we do
We live in a beautiful world

Oh all that I know
There's nothing here to run from
'Cos yeah, everybody here's got somebody to lean on

Scritto da: Alkanette alle ore 00:34 | link | commenti (5) | categoria: lavoro, just life, no time


lunedì, 05 novembre 2007

Coffee-break.

Una pausa al lavoro. Davanti una lunga giornata di impegni. Alle spalle una settimana oggettivamente intensa e, fatti i debiti conti, bella. Devo proprio avere abbracciato la filosofia di quell'ormai celebre film, senza nemmeno essermene resa conto:


Scritto da: Alkanette alle ore 10:57 | link | commenti (5) | categoria: lavoro, just life, personabìlia


martedì, 23 ottobre 2007

Curare con la sfiga.

Collega compagna di corso è stata mollata dal fidanzato lo scorso week-end. Si son lasciati al telefono, che è triste, ma non in questo caso: stanno a 800km di distanza e lui la stava piantando proprio per l'impossibilità costante di vedersi.
A me lei piace abbastanza. Come persona e come professionista intendo. Fa parte del "gruppo positivo" del Servizio. Che è poi la maggioranza. I "pessimi" sono solo tre.
Dicevo, ieri mattina eravamo in un turno full di "gruppo positivo" ed io ero molto felice per questo. Quando è arrivata collega compagna di corso con la ferale notizia e le occhiaie da pianto che la incorniciavano, ci siamo tutti mobilitati (tra un paziente e l'altro) per gestire il suo momento negativo e darle un aiuto.
Collega psicologo (quello single che sto cercando di far conoscere a tutte le amiche single! ;-)), si è offerto per una seduta di supporto, dalla quale è emerso che la psicologia è utilissima a lungo andare, ma nell'immediato son ancora meglio le benzo*! Quanto meno risolvono, se non il groppo alla stomaco, almeno l'insonnia. Per dirla con la diretta interessata: "alla fine, giù la benzo e via: mi sono abbattuta come un cavallo zoppo!". 
Collega educatore l'ha buttata più sulla tossicodipendenza allo stato brado e ci ha coinvolti in un giro di pause-sigaretta degno di nota: paziente-pausa-paziente-pausa-paziente pausa... alla fine non avevamo ancora risollevato il morale alla poverina, in compenso tossivamo e ballonzolavamo tutti dal freddo come vecchie seicento da avviare tirando l'aria!
Ovviamente a dirimere la spinosa questio c'ha pensato la vostra Alka. Memore del ben noto meccanismo secondo il quale, quando ti senti nel momento peggiore della tua vita, non c'è niente di meglio che sentire qualcosa di peggio capitato a qualcun altro, ho messo sul piatto delle puntate la mia carta vincente: "no, guarda, mollata così d'improvviso al telefono, ok te ne dò atto, è pessimo, ma il campionato mondiale della peggio mollatura lo detengo ancora io, credimi!". E giù a raccontare di una ormai storica situazione surreale, in cui io (tapina) venni lasciata mentre in treno si stava andando al matrimonio della sorella di lui, a 600km da casa!!**
Oh, che ci crediate o no, ha funzionato: a fine turno collega mollata è salita in macchina che ancora stava ridendo. Amen.

 

*benzo = termine amichevole che i medici e gli aspiranti tali danno solitamente alle benzodiazepine, psicofarmaci moooolto in voga per trattare di tutto un po'.

**Colui che fece ciò è assiduo lettore di questo blog: vogliate evitare truculenza di commenti e salutarlo tutti sorridendo: è stato un vero piciu, ma gli è stato tutto perdonato da secoli dalla sottoscritta, eh!... ;-)


Scritto da: Alkanette alle ore 10:13 | link | commenti (10) | categoria: lavoro, fuori nel mondo, svaghezze


giovedì, 28 giugno 2007

A ciascuno il suo

Lo chiamano karma, destino, fato.
Tutti quelli che danno un valore spirituale a ciò che accade loro nella vita hanno un nome per definire ciò che è accaduto a me negli utlimi mesi.
Io lo chiamo semplicemente "tracciare una rotta e avere il culo di starci sopra".
E così lavoro per una cooperativa sociale, i cui presidenti sono distanti mille miglia da me per filosofia, morale e credo. Ma sono anche assolutamente affini al mio modo di intendere il lavoro, la società, il senso di ciò che ci fa uomini e donne ogni giorno. E racchiudono in loro, nel loro vissuto e nella loro esperienza, un po' tutto il sunto di ciò che io sono ed ho vissuto fino ad oggi.

Lavoro, ergo sum.
Ho di nuovo voglia di concretizzare ciò che desidero da quando avevo più o meno 15 anni, ergo sum.
Amo, ergo sum.

E un giorno, che spero lontano nel tempo e nelle esperienze, riguardando queste righe, ricordando questo tempo, spero di poter dire che sì, stavo sulla mia rotta.
E per la prima volta, da quando il vissuto e la mia essenza l'avevano immaginata e tracciata, non avevo paura di dove mi avrebbe condotta.

Scritto da: Alkanette alle ore 11:52 | link | commenti (10) | categoria: lavoro, just life, personabìlia


giovedì, 21 giugno 2007

Murphy, grazie della vacanza!

Sto cinque ore al giorno seuta ad una scrivania, dietro un bancone che sarebbe una reception, ma che in realtà è la mia scrivania.
Ho il mio pc, il centralino, il citofono.
L'aria condizionata che mi spara dritta sulle spalle, una cassettiera piena di scartoffie da sistemare, un monte di scadenze incipienti, che sto imparando passo passo e a cui non dovrò giungere con l'acqua alla gola.
Ho un capo "genuino", delle colleghe giovani e per ora molto accoglienti, un collega uomo, l'unico oltre al capo, che è il mio principale referente e che si vede lontano un miglio che non gli piace assolutamente doverlo essere.
Il posto è nuovissimo, aperto ufficialmente da inizio anno.
Pareti, porte e arredamento sono tutte nei toni dell'azzurro e del verde. Rilassante.
Ho mansioni che vanno dalla segretaria alla collaboratrice del Direttore Sanitario. Passando per l'amministrativa, la responsabile acquisti, l'addetta stampa e pure la barista, che tanto il caffè lo so fare, e vorrei ben vedere!
No, non vado sotto la scrivania del capo, nè di nessun altro.
No, non sono diventata amica di tutti i tossicodipendenti che assistiamo.
Di alcuni, non di tutti.
E no,  non spaccio e soprattutto non consumo con loro, malelingue che non siete altro!
Sono molto professionale, sorridente, affabile... praticamente mi sto ambientanto a suon di captatio benevolentiae.
No, non lecco il culo. Ho già fatto presente alcune banalissime quanto urgenti richieste. E non ho sconti per nessuno: più responsabilità mi date, più precisione e rispetto esigo in cambio. Ricambio volentieri con la stessa moneta.

Una cosa è certa: dopo due settimane posso allegramente dire che... ho avuto una botta di culo tremenda!
E con quest'anno fanno due...
E siccome il detto dice: "Non c'è due senza tre...".
Stop.
Altrimenti me la gufo!

Scritto da: Alkanette alle ore 11:17 | link | commenti (11) | categoria: lavoro, just life


lunedì, 11 giugno 2007

Never more... please!!!

Stasera, per la precisione alle 23:12, ho fatto fare "tlink" per l'ultima volta al cartellino.
Ho raccolto la borsa piena di cose da lavare e restituire appena possibile.
Ho dato una rapida occhiata all'armadietto per assicurarmi di non aver dimenticato nulla e poi, piena di entusiasmo come il primo giorno di quel dicembre che mi aveva portata lì, sono uscita dalla porta salutando i colleghi, ormai ex, per l'ultima volta...

... sono una donna libera dalla schiavitù della Rustichellaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!


Garçon, champagne!

Scritto da: Alkanette alle ore 00:02 | link | commenti (13) | categoria: lavoro, personabìlia


lunedì, 04 giugno 2007

Irene...

Irene lavora lenta oggi. Si muove attenta: la sua schiena da giorni protesta. Sarà la pioggia, che l'aspettavamo da tanto, ma quando arriva non è solo tutto sollievo. Stamattina, quando non era ancora Irene, abbracciata al suo uomo dagli occhi cristallini, ha percorso le vie della città, sotto quel cielo ripieno di nuvole e sole, per andare a godersi la gioia dell'amica che realizza. Poi ha pranzato dai suoi. Sua madre le ha fatto il suo piatto preferito di bambina. Quello che quando lo mangia poi sente il sorriso dentro, come quello di quando camminava per la fiera con lo zucchero filato e le giostre aspettavano alla fine della via...
Irene oggi è stanca. La settimana che è appena finita è stata piena. Strabordante. Fatta di giorni che non bastavano mai e di notti troppo corte per sopravvivere integri.
Irene ieri al lavoro stava male. Oggi va un po' meglio, che almeno è riuscita a dormire qualche ora in più. Alle spalle una sfilza di serate in cui non era Irene, ma doveva lavorare tanto lo stesso. Senza ricompensa monetaria. Solo quella dello spirito, condivisa con colleghi, amici speciali di un mondo diverso, quello del volontariato. Quello che spesso ho la sensazione che sia meglio. Meglio di tanti altri mondi. Forse di tutti.
Irene ieri sera, quando non era più Irene da abbastanza ore, ha visto un film molto delicato e commovente. Stesa sul divano, abbracciata al suo uomo dagli occhi cristallini. Ha pianto e riso, ha sentito il suo cuore da dentro e il calore tutto intorno ed ha ringraziato la sua buona stella per un sacco di buone ragioni, la prima della quali le stava accanto, a scambiare con lei pensieri ed emozioni.
Irene stanotte, stesa su questo divano col portatile sulle gambe, a digitare sui tasti, ora non è Irene e forse già da domani saprà di non esserlo più. Perchè il colloquio di lavoro che ha fatto nella settimana intensa alla fine è andato molto bene e tra alcuni giorni, dieci o qualcuno in più, Irene resterà una targhetta sull'interno di un armadietto, mentre io inizierò una nuova avventura, la mia nuova avventura. E non sarò mai più Irene.
Ora me ne vado a dormire e spero di sognare un po' di quello che mi attende, e un po' di quello che è stato. Perchè essere me è sempre una conquista, ma essere stata Irene per tutto questo tempo, sono sincera... un po' mi mancherà.

Scritto da: Alkanette alle ore 00:43 | link | commenti (8) | categoria: lavoro, just life, personabìlia


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"Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell'organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell'altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna." Virginia Woolf
"Leggo per scoprire, scrivo per non svanire". Alkanette.

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