"È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi." B.Vian


lunedì, 21 aprile 2008

Dalla padella alla brace

Ho perso due chili e mezzo in una settimana.
No, non è stata la depressione elettorale. E' colpa (o merito) della dieta strettissima cui mi ha sottoposta la dottoressa che mi ha fatto la revisione giorni addietro.
Mi dice: "Dovresti evitare alcuni alimenti...", la spiritosa. E son dieci giorni che non mangio altro che  pollo, tacchino, riso, zucchine, finocchi e carote. E cereali. Barrette di cereali sbriciolosi, che hanno la consistenza e il sapore di un mobile Ikea.
Non mi posso nemmeno consolare con un pezzettino di cioccolata... una tragedia!
Che quando mi ha detto: "E poi assolutamente da evitare caffè, the, menta, liquirizia e cioccolata...", prima son mezza svenuta e poi l'ho implorata di togliere il veto almeno al mio personale nettare degli dei. E lei, serafica, ha sorriso e, alla lista di capsule, granulini e fialette varie che mi stava prescrivendo, ha aggiunto un sostituto serotoninergico: praticamente adesso prendo il metadone della cioccolata.
In compenso, son diventata la migliore amica della soia: latte di soia, formaggio di soia, germogli di soia... se inizio a scrivere in cantonese, sapete perchè!
Comunque devo dire che questo tenore alimentare non è del tutto salutare.
Venerdì ho fatto una micro-spesa nel negozio bio della città. Per non farci un leasing, mi sono limitata a comprare dei crackers e dei biscotti "all free": niente glutine, niente zucchero, niente latte, niente lievito... insomma, niente. Sull'onda dell'entusiasmo, pensando che le tristi colazioni con le barrette di compensato stavano per tramutarsi in colazioni con... niente, ho preso anche una confezione di sfoglie all'albicocca. Ovviamente anche quelle tutte "senza". Una volta a casa, da brava golosa quale sono, non ho resistito e, ancor prima di svuotare la borsa della spesa ed accendere la luce, ho aperto la confezione e addentato una sfogliatina, mentre mi toglievo la giacca. Dieci minuti dopo stavo abbracciata alla tazza del cesso cercando di riproporre il pezzo di muffa che avevo appena ingoiato, senza riuscirci per altro.
Indi ho chiamato comonolocalante e l'ho terrorizzato al grido di "il botulinoooo, tra trentasei ore muoiooooo...".
Ora, le trentasei ore son passate, io sono ancora viva, e oggi la cassiera del supermercato "noi i conservanti no perchè fan tutti male" avrà i suoi dieci sani minuti di terrore... e che cazzo!

Scritto da: Alkanette alle ore 08:45 | link | commenti (18) | categoria: cucina, just life, svaghezze


martedì, 04 dicembre 2007

La cucina di comonolocalante

Donne, avete mai visto quanto è sexy un uomo che cucina? Soprattutto un uomo che cucina per voi? Io già davo segni di scompenso alla vista di colui che cucinava per me i 4 salti in padella in boxer e camicia anni orsono, figuriamoci il bollore sanguigno che mi provoca comonolocalante ora quando, armato di santa pazienza e grembiulino pseudo-natalizio, si mette lì e mi sforna prelibatezze di ogni sorta...

Ma andiamo con ordine: tutte le blogstar che conosco hanno l'angolino della cucina sul loro blog. E io? Cioè, no, dico! Io chi sono per non averne uno??!
Quello che da in fondo alla stanza ha ululato "quella che non sa cucinare" è pregato di farsi i pixel suoi...
Dunque, si diceva: se tutte le mie amichette blogstar hanno l'angolo cottura, cioè, l'angolo cucina, lo vogli anch'io, mi son detta. Poi ho pensato che la ricetta delle uova sode e della pasta  in bianco non fossero cose allettanti ed ho abbandonato il progetto.
Fino a ieri, quando, di fronte alla richiesta di Vipera, non ho saputo resistere ed ho fatto la sborona con le abilità culinarie di un altro. In particolare del "mio" altro. E così, eccoci qui.

Ed ora, bando alla ciancie e via ai fornelli!
Direttamente dalla tradizione materna di quel sant'uomo che mi sopporta, eccovi la ricetta della:

PASTA COL CAVOLFIORE alla COMONOLOCALANTE

Fate la spesa con comonolocalante. Quando lo vedete mettere un cavolfiore bello bianco e verde nel carrello, chiedetegli perchè ha deciso di far puzzare tutti i 38 mq di casa in cui viviamo. Non otterrete altro che uno "tzè!" in risposta.
La sera successiva tornerete dal lavoro venendo accolte dal gelo primordiale che si è impadronito della casa: "ho bollito il cavolfiore in acqua poco salata e con un po' d'aceto ed ho dovuto spalancare le finestre..." (non vi dice proprio così, eh... sono le esigenze di ricetta che mi portano alla parafrasi dei versi).
A questo punto, fatevi invitare da amici e parenti per i successivi 8 pasti e solo al quinto giorno ricordatevi del contenitore a tenuta stagna che avete in frigorifero, zeppo di cavolfiore lessato, ma non spappolato, bensì lasciato leggermente "tonico".
Mettetelo in freezer, sperando non sia diventato nel frattempo un alien. Dopo circa dieci giorni, chiamate comonolocalante dal lavoro e ditegli che farete tardissimo e di iniziare a mangiare senza di voi. Sentitevi rispondere: "ok, ho fatto la pasta col cavolfiore".
Tornate a casa ad ora improba e sentite un profumino che vi dilania definitivamente lo stomaco già di per sè reso una voragine dall'orario infame fatto al lavoro. A quel punto, dopo avr divorato voraci tutto ciò che c'era nel piatto, chiedete: "tesoro, ma come hai fatto a fare una simile prelibatezza?... burp....".
La risposta sarà la seguente: "ho scongelato il cavolfiore, preso una padella in cui ho messo uno spicchio d'aglio a rosolare in un po' d'olio a cui ho poi aggiunto il cavolfiore a tocchètti, innaffiandolo con un po' di tamari.."
"con un po' di che???"
"di salsa di soia", risponde lui con aria sconsolata.
"E poi?".
"Poi ho fatto bollire l'acqua, c'ho buttato la pasta e l'ho fatta cuocere. Quand'era al dente l'ho scolata e l'ho buttata in padella insieme al cavolfiore, facendo saltellare allegramente il tutto con un po' di panna da cucina"
"Quella metà vegetale e metà cicciosa che hai comprato l'altro giorno?"
"Si tesoro, quella", risponde lui come risponderebbe un illuminato di fronte al più idioata dei discepoli. 
"Mhhh, ma è buonissima!"
"Eh..." sospira lui sempre più convinto di essersi scelto una sòla galttica per compagna.
"Siccome sei stato così fantastico da farmi trovare tutto pronto, domani per sdebitarmi cucinerò io, ok?!".
Il mugulio disperato che seguirà quest'ultima affermazione vi chiarirà definitivamente cosa ne pensa lui dei vostri spaghetti al sugo pronto, versato direttamente dal barattolo.

.... et bon apetìt!


Scritto da: Alkanette alle ore 09:24 | link | commenti (8) | categoria: cucina, vita di coppia, vita nel monolocale


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"Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell'organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell'altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna." Virginia Woolf
"Leggo per scoprire, scrivo per non svanire". Alkanette.

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