"È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi." B.Vian
Una settimana... ancora... solo una... dai...
... otto giorni ...
... centonovantadue ore ...
... undicimilacinquecentoventi minuti ...
... dite che se conto anche i secondi è troppo?
I had this perfect dream
Un sueno me envolvio
This dream was me and you
Tal vez esta aqui
I want all the world to see
Un instinto me guiaba
A miracle sensation
My guide and inspiration
Now my dream is slowly coming true
The wind is a gentle breeze
EI me hablo de ti
The bells are ringing out
EI canto vuela
They're calling us together
Guiding us forever
Wish my dream would never go away
Barcelona
It was the first time that we met
Barcelona
How can I forget
The moment that you stepped into the room
You took my breath away
Barcelona
La musica vibro
Barcelona
Yella nos unio
And if God is willing
We will meet again
Someday
Let the songs begin
Dejalo nacer
Let the music play
Ahhhhhhh ...
Make the voices sing
Nace un gran amor
Start the celebration
Ven a mi
And cry
Grita
Come alive
Vive
And shake the foundations from the skies
Shaking all our lives
Barcelona
Such a beautiful horizon
Barcelona
Like a jewel in the sun
Por ti sere gaviota de tu bella mar
Barcelona
Suenan las campanas
Barcelona
Abre tus puertas al mundo
If God is willing
If God is willing
If God is willing
Friends until the end
Viva!
Barcelona!
"Allora schiaccio? Eh? Eh?"
"NO! Aspettami! Arrivo..."
"Daiii..."
"Eccomi! Schiacciamo insieme?"
"No, fai tu, dai!"
"Ok... CLIK".
Signore, signori. La premiata ditta del monolocale annuncia che, dopo quattro anni dall'ultima vacanza, la sig.ina Alkanette e comonolocalante hanno prenotato dieci fantastici giorni nel paese che ultimamente avrebbero voluto tanto fosse stato il loro d'origine:
Milano ieri era vuota.
Vuota di persone e piena di godurie in cui tuffarci.
E così, in una domenica pomeriggio tutta per noi, ci siamo viziati un po'. Prima con un gelato enorme, richiesto insistentemente dalla sottoscritta perchè a Milano esiste l'unico posto che lo fa in modo che io possa mangiarlo senza uscire dalle direttive mediche.
Poi, essendo in zona, con una passeggiata terminata alla Feltrinelli di piazza Piemonte ad abbuffarci di tutto ciò che più ci piace: libri, musica, film. Siamo usciti con le tasche un po' più leggere, ma con il sorriso a colmare il vuoto.
E per un giorno ho sentito che quella Milano lì, come altre volte già ha dimostrato, può essere davvero un angolino felice.
Avevo cantato vittoria troppo presto.
E, come avrebbe detto una mia amata conoscenza: "Eh ma tu te le tiri, eh!".
Giovedì scorso, a consegna di lavoro avvenuta e tastiera e mouse non più fumanti, la temibile dottoressa capa mi ha rifilato la tamponata del secolo: consegna di statistiche annuali all'ASL entro stamattina.
Venerdì, dopo nove ore di lavoro senza pause, ho gettato la spugna intimandomi uno stop forzato e rigenerante.
Coinvolta amica blogger dalla valigia facile e prenotato alberghetto carino in zona Porta Susa, il week-end mi ha rivista a Torino, in luoghi ameni trabordanti di ricordi, risate e un calore che in pochi altri posti riesco a respirare (con buona pace di comonolocalante, che non apprezza affatto il capoluogo piemontese e mi ha dolcemente messo la tracolla in spalla al grido di: "goditi le amichine che ti fan tanto bene!", sottotitolo "che tanto io venerdì prossimo poi vado a Londra da solo per lavoro", mannaggia a lui!).
Nelle 24 ore circa passate a Torino, gli eventi atmosferici si sono susseguiti paradossalmente, facendo il paio con quelli sociali.
Siamo arrivate col sole al tramonto. Sala da tè, dolci ipercalorici, Vipera in grande spolvero e bibliotecarie simpaticissime.
E' sceso un vento freddino e pungente: giretto turistico rapido, ma significativo, per poi approdare nella casa dell'ex per una cena a base di piatti mediorientali e chiacchiere "de noartri" sull'onda del "son passati più di quattro anni eppure certe cose non cambiano proprio!", sottotitolo "porta pazienza Free, poi ci si abitua alla pirlaggine!".
Freddo porco con gelata notturna al seguito: locale che ho sempre visto in veste estiva, stavolta in abito invernale e gradazione alcoolica dei presenti necessaria e sufficiente a far arrivare l'evento atmosferico successivo.
Nebbione intergalattico sceso in meno di due minuti alle tre di notte: è decisamente ora di andare a dormire!
Mattinata soleggiata e frizzante: colazione pettinata, giretto in centro e spesa di libri in sconto, il mitico "bicerin", che costa un botto ma non si può proprio evitare e mentre il resto degli amici ancora dorme, eccoci pronte a salire sul treno del ritorno.
Appena fuori dalle gallerie dopo la stazione... nebbione stratosferico fino a casa: libro e i-pod da condividere, musica e ricordi da stemperare col rumore delle rotaie sotto il treno, sorrisi e saluti in dissolvenza.
E 'fanculo alla consegna dati!
Come dite? Sì. Stamattina. L'ho finita.