"È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi." B.Vian
Ho perso due chili e mezzo in una settimana.
No, non è stata la depressione elettorale. E' colpa (o merito) della dieta strettissima cui mi ha sottoposta la dottoressa che mi ha fatto la revisione giorni addietro.
Mi dice: "Dovresti evitare alcuni alimenti...", la spiritosa. E son dieci giorni che non mangio altro che pollo, tacchino, riso, zucchine, finocchi e carote. E cereali. Barrette di cereali sbriciolosi, che hanno la consistenza e il sapore di un mobile Ikea.
Non mi posso nemmeno consolare con un pezzettino di cioccolata... una tragedia!
Che quando mi ha detto: "E poi assolutamente da evitare caffè, the, menta, liquirizia e cioccolata...", prima son mezza svenuta e poi l'ho implorata di togliere il veto almeno al mio personale nettare degli dei. E lei, serafica, ha sorriso e, alla lista di capsule, granulini e fialette varie che mi stava prescrivendo, ha aggiunto un sostituto serotoninergico: praticamente adesso prendo il metadone della cioccolata.
In compenso, son diventata la migliore amica della soia: latte di soia, formaggio di soia, germogli di soia... se inizio a scrivere in cantonese, sapete perchè!
Comunque devo dire che questo tenore alimentare non è del tutto salutare.
Venerdì ho fatto una micro-spesa nel negozio bio della città. Per non farci un leasing, mi sono limitata a comprare dei crackers e dei biscotti "all free": niente glutine, niente zucchero, niente latte, niente lievito... insomma, niente. Sull'onda dell'entusiasmo, pensando che le tristi colazioni con le barrette di compensato stavano per tramutarsi in colazioni con... niente, ho preso anche una confezione di sfoglie all'albicocca. Ovviamente anche quelle tutte "senza". Una volta a casa, da brava golosa quale sono, non ho resistito e, ancor prima di svuotare la borsa della spesa ed accendere la luce, ho aperto la confezione e addentato una sfogliatina, mentre mi toglievo la giacca. Dieci minuti dopo stavo abbracciata alla tazza del cesso cercando di riproporre il pezzo di muffa che avevo appena ingoiato, senza riuscirci per altro.
Indi ho chiamato comonolocalante e l'ho terrorizzato al grido di "il botulinoooo, tra trentasei ore muoiooooo...".
Ora, le trentasei ore son passate, io sono ancora viva, e oggi la cassiera del supermercato "noi i conservanti no perchè fan tutti male" avrà i suoi dieci sani minuti di terrore... e che cazzo!