"È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi." B.Vian
I miei colleghi sono idioti. Non tutti, ma buona parte.
Perchè dico ciò?
Arrivo alle due al lavoro e dopo dieci minuti circa sento provenire dalla fotocopiatrice un rumore pessimo. Tipo: "Graaangraaantotlocktotlock...".
Mi affaccio sul corridoio e una dottoressa serafica mi fa: "Oh, credo si sia inceppata di nuovo... è tutta mattina che fa 'sto rumore!".
Io penso: "O i neuroni sono tutti già in vacanza o ne avete talmente pochi da non capire che è meglio non usarla...".
Spengo la fotocopiatrice, disincastro il foglio rimasto a metà e chiamo l'assistenza. La signorina, gentilissima, mi risponde che ho fatto bene a spegnere la macchina e che al più presto mi invieranno il tecnico. Passa un'oretta e, dal silenzio del corridoio, sento di nuovo provenire l'urlo di dolore della fotocopiatrice, seguito dalla seguente frase idiota: "Oh, s'è inceppata di nuovo...".
Mi alzo imbufalita e dico all'infermiera: "Ma insomma! L'avevo spenta apposta! Perchè l'hai riaccesa??". Risposta: "Vabbe', tanto era tutta mattina che faceva così... e io devo fare le fotocopie...".
Censurate nel fumetto sopra la mia testa tutta le serie di improperi e parolacce del caso, mi accingo a togliere il foglio inceppato e AAARGHHHH!, mi scotto la punta dell'indice destro col rullo bollente.
Con le ovaie turbinanti, passo dieci minuti col dito sotto l'acqua gelata a vedervi crescere una bella vescicozza, e altri venti ad aspettare che il dolore si plachi un attimo (voi non avete idea del bruciore pazzesco che proviene dall'ultima falange ustionata!!!).
A questo punto, sconfortata dall'idiozia generale che si materializza sotto forma delle seguenti frasi: "Eh beh, dovevi stare attenta...", "ma io l'ho usata comunque stamattina perchè sennò le fotocopie come le facevamo?", "ma l'assistenza quanto ci metterà? non è che la si può continuare comunque ad usare finchè non arrivano?", e via di questo passo... mando un sms a comonolocalante a caccia di intelligenza e conforto.
Eccovi la sua risposta: "I kill you! Digli così. Poi fai esplodere uno dei fattoni che avete lì...".
Lo so. La citazione ai più non è nota. Ecco perchè ora vi lascio questo filmatino esplicativo ed aspetto paziente i vostri commenti ridanciani:
Ora, il personaggio può piacere o non piacere.
Sul giornalista non si discute.
Sulla mafia che ci governa e sulla libertà che ogni giorno piano piano ci viene tolta invece avrei da scrivere papiri!
E invece facciam tutti gli struzzi. Testa sotto la sabbia e via con i nostri impegni quotidiani...
"Mi viene il vomitooo
è più forte di meeee..."
Visto che ho l'umore un tantinello "deflesso" in questo periodo, comonolocalante ha ben pensato di fare qualcosa di concreto.
No, no mi ha legata al letto per una performance ai limiti del lecito!
Si è dato al comico.
No-oo, non si è messo quel buffo paio di boxer fucsia con gli elefantini lilla che nasconde nel cassetto per le "occasioni speciali"!
Per "darsi al comico" intendo proprio uno di professione: l'altra sera mi ha trascinata allo spettacolo di Paolo Migone.
Ragazzi, credetemi: erano secoli che non ridevo così tanto!!! Migone dal vivo è mille volte meglio che nei cinque minuti in tv. E' sempre sulla battuta, dentro e fuori dal testo, che segue infarcendo di battute estemporanee legate alla situazione con un ritmo costantemente intenso. Ho avuto le lacrime agli occhi per tutto il tempo.
Purtroppo è stata una cosa "fugace", dato che lo spettacolo è durato solo un'oretta e mezza.
Avrei tanto voluto continuare a ridere così per tutta la notte.
Una volta a casa, ho anche provato a richiedere il boxer psichedelico di cui sopra, ma comonolocalante si è rifiutato di passare dal riso al deriso.
Peccato. 
E' cominciata così: era l'estate del '90 e mi sono innamorata.
Era la prima volta. E c'era ovviamente la colonna sonora.
Io mi struggevo dedicandogli "Canzone" del nostro mito. Lui mi ricompensò con "Colpa d'Alfredo", soprattutto cantandomi la parte che fa:
[...]E quella stronza non si è neanche preoccupata
di dirmi almeno qualche cosa, che sò, una scusa...
Eeeh! si era già dimenticata
di quello che mi aveva detto prima[...]
Ero rea di avere ignorato la sua ESPLICITA dichiarazione "ciao, ci vediamo quando torni, buona vacanza." e di essermi trovata il classico filarino al mare.
Tempo dopo è continuata con una storia di corresponsione di amorosi sensi, che io guidavo sulle note di "I don't want to miss a thing", mentre le strofe dall'altra parte mi recitavano:
[...]mi piaci perché sei intelligente
si vede dalle tue mani come le muovi
mi provochi pensieri e sentimenti sempre nuovi
nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti[...]
Iniziai a credere che avrei dovuto fare più attenzione alla scelta musicale da correlare alle situazioni e alle persone.
Poi arrivò Lui, quello della storia storta, adulta e adultera, intensa e dallo spiccato lato godereccio.
Io passavo le giornate a sussurrare con struggente romanticismo "Un uomo", dedicandogliela in toto.
Lui mi stupì con i suoi effetti speciali e mi cinse in un ballo lento canticchiando la sua canzone per me:
[...]Brufolazzi,
tapparella giù e poltiglia,
più ascella purificata:
ti ricordi che meraviglia
la festa delle medie? [...]
Sicura di aver raggiunto l'apice dell'assurdo, ancora non ero pronta all'ultimo colpo di coda del burlone che tesse la trama della mia vita: io tutta ispirata a sognare comonolocalante sulle note di "Pena de l'alma" di Capossela, lui prima mi contagia con la passione per Davide Van De Sfroos, portandomi anche ad un concerto memorabile qualche settimana fa, e poi raggiunge il picco di romanticismo estremo dedicandomi le sue note d'amore:
[...]"Ti amo anche se c'hai il culo come un frigo,
ti amo anche se non te lo dirò mai..." [...]
E con questo, ho deciso che con le canzoni dedicate ho chiuso!

Milano ieri era vuota.
Vuota di persone e piena di godurie in cui tuffarci.
E così, in una domenica pomeriggio tutta per noi, ci siamo viziati un po'. Prima con un gelato enorme, richiesto insistentemente dalla sottoscritta perchè a Milano esiste l'unico posto che lo fa in modo che io possa mangiarlo senza uscire dalle direttive mediche.
Poi, essendo in zona, con una passeggiata terminata alla Feltrinelli di piazza Piemonte ad abbuffarci di tutto ciò che più ci piace: libri, musica, film. Siamo usciti con le tasche un po' più leggere, ma con il sorriso a colmare il vuoto.
E per un giorno ho sentito che quella Milano lì, come altre volte già ha dimostrato, può essere davvero un angolino felice.
Dunque, le cose stanno così: sul pavimento della nostra unica stanza c'è una sagoma di cartone rivestita di giornali che sta asciugando. In bagno c'è la sua compagna, già finita. Comonolocalante lavora al pc e mi tiene aggiornata sulle ultime dal meetup. Ci siam visti Anno Zero e son riuscita a non lacrimare troppo (che tutte le volte che vedo Saviano capita sempre in pre-ciclo e se solo penso che quel ragazzo con due attributi infiniti sta sotto scorta io piango, ecco).
Adesso faccio il bordino rosso alla seconda sagoma e poi a nanna, che domani mi aspetta la giornatona ai banchetti e alla festa.
E se ancora non avete capito di cosa sto parlando, leggete nella colonna di destra, asinacci! ;-P
Ho perso due chili e mezzo in una settimana.
No, non è stata la depressione elettorale. E' colpa (o merito) della dieta strettissima cui mi ha sottoposta la dottoressa che mi ha fatto la revisione giorni addietro.
Mi dice: "Dovresti evitare alcuni alimenti...", la spiritosa. E son dieci giorni che non mangio altro che pollo, tacchino, riso, zucchine, finocchi e carote. E cereali. Barrette di cereali sbriciolosi, che hanno la consistenza e il sapore di un mobile Ikea.
Non mi posso nemmeno consolare con un pezzettino di cioccolata... una tragedia!
Che quando mi ha detto: "E poi assolutamente da evitare caffè, the, menta, liquirizia e cioccolata...", prima son mezza svenuta e poi l'ho implorata di togliere il veto almeno al mio personale nettare degli dei. E lei, serafica, ha sorriso e, alla lista di capsule, granulini e fialette varie che mi stava prescrivendo, ha aggiunto un sostituto serotoninergico: praticamente adesso prendo il metadone della cioccolata.
In compenso, son diventata la migliore amica della soia: latte di soia, formaggio di soia, germogli di soia... se inizio a scrivere in cantonese, sapete perchè!
Comunque devo dire che questo tenore alimentare non è del tutto salutare.
Venerdì ho fatto una micro-spesa nel negozio bio della città. Per non farci un leasing, mi sono limitata a comprare dei crackers e dei biscotti "all free": niente glutine, niente zucchero, niente latte, niente lievito... insomma, niente. Sull'onda dell'entusiasmo, pensando che le tristi colazioni con le barrette di compensato stavano per tramutarsi in colazioni con... niente, ho preso anche una confezione di sfoglie all'albicocca. Ovviamente anche quelle tutte "senza". Una volta a casa, da brava golosa quale sono, non ho resistito e, ancor prima di svuotare la borsa della spesa ed accendere la luce, ho aperto la confezione e addentato una sfogliatina, mentre mi toglievo la giacca. Dieci minuti dopo stavo abbracciata alla tazza del cesso cercando di riproporre il pezzo di muffa che avevo appena ingoiato, senza riuscirci per altro.
Indi ho chiamato comonolocalante e l'ho terrorizzato al grido di "il botulinoooo, tra trentasei ore muoiooooo...".
Ora, le trentasei ore son passate, io sono ancora viva, e oggi la cassiera del supermercato "noi i conservanti no perchè fan tutti male" avrà i suoi dieci sani minuti di terrore... e che cazzo!
Scritto da:
Alkanette alle ore 08:45 |
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svaghezze
Solitamente, alle 21 di un martedì di turno, ci potete trovare tutti attorno al tavolo della grande sala volontari, in procinto di finire la frugale cena preparata dagli improvvisati cuochi, che si alternano di volta in volta con risultati decorosi ed edibili.
Ieri sera, invece, complici la mia gastrite che impone regime dietetico restrittivo e la gastrite di tutti gli altri , presumibilmente di natura elettorale, se foste venuti in Associazione ci avreste trovati seduti in sala ricretiva con gli occhi incollati alla trasmissione dei risultati elettorali.
"Ancora?!" direte voi.
"Ancora!", rispondo io. Dato che qui, in questa città dimenticata dal buon senso e dagli interessi sociali del bene collettivo, si era ancora in attesa di sapere chi sarebbe stato il nuovo sindaco eletto e con quale giunta.
Non ve lo sto a dire... un disastro.
Nemmeno al ballottaggio.
Eletto subito. Destra, ovviamente.
Ma il peggio non è questo.
Il peggio è che il mio voto, come quello di alcuni altri di noi presenti ieri sera, è andato ad un ragazzo giovane ed intraprendente, con idee fresche e per nulla insensate, presente in una lista che avrebbe dovuto essere votata già solo per il concetto insito nel nome: "Gioventù in comune", lista rigorosamente under 23.
Sì, avete letto bene: under 23.
E chi si scandalizza o fa un sorriso bonario e compassionevole qui non è bene accetto, perchè l'aberrazione del nostro paese è che ormai i giovani sono tenuti in considerazione solo come fonte di reddito per tutti i pensionati, ma se si tratta di dar loro voce in capitolo... beh... abbiam visto com'è andata.
Nemmeno il capolista ce l'ha fatta.
E la gastrite di tutti s'è tramutata in ulcera sanguinante.
Io emigro in Spagna, è deciso.
... io mi sento veramente sconfortata stamattina ma, a dirla tutta, il mio partito avrebbe ben vinto eh!
Insomma, in definitiva abbiamo raddoppiato consensi e seggi.
Stavolta in parlamento i nostri rappresentanti saranno un discreto numerino.
Avremo modo di fare un po' di controllo sullo psico-nano, no?!
Quindi, bando alla delusione: da domani sarà lotta dura senza paura.
Da domani però.
Oggi voglio stare ancora un pochetto quì a guaire e inveire contro gli scriteriati, che ancora una volta hanno eletto corrotti, concussi, inquisiti e condannati in via definitiva a governarci vita e tasche...